Colonna d'acqua: cosa significa e quanti mm servono davvero
In breve: la colonna d'acqua dice quanta pressione d'acqua un tessuto regge prima di lasciarla passare. Si misura in millimetri: 20.000 mm vuol dire che il tessuto resiste a una colonna d'acqua alta 20 metri. Per un guscio da montagna oltre i 10.000-15.000 mm le differenze contano poco. Contano di più le cuciture, le zip e quanto il valore resiste nel tempo. E impermeabile non vuol dire asciutto dentro: sotto la pioggia, con lo sforzo, il sudore può restare intrappolato anche nella giacca migliore.
Come si misura
Il metodo di riferimento è la norma ISO 811 (oggi nella versione del 2018).
- Si fissa un campione di tessuto sopra un contenitore d'acqua.
- La pressione dell'acqua aumenta poco alla volta, a velocità costante.
- Il test si ferma quando l'acqua attraversa il tessuto in tre punti diversi.
- La pressione raggiunta in quel momento, espressa in millimetri d'acqua, è la colonna d'acqua del tessuto.
Il test misura il tessuto, non la giacca: le cuciture si provano a parte.
Quanti mm servono davvero
La norma europea sugli indumenti antipioggia, la EN 343 (dal 2025 sostituita dalla EN ISO 24232 con le stesse classi), divide i capi in quattro classi di impermeabilità:
| Classe | Pressione minima | In mm circa | Condizione del test |
|---|---|---|---|
| 1 | 8.000 Pa | 820 mm | Tessuto e cuciture nuovi |
| 2 | 8.000 Pa | 820 mm | Tessuto dopo i pretrattamenti |
| 3 | 13.000 Pa | 1.330 mm | Tessuto e cuciture dopo i pretrattamenti |
| 4 | 20.000 Pa | 2.040 mm | Tessuto e cuciture dopo i pretrattamenti |
La classe più alta parte da circa 2.000 mm. I gusci tecnici dichiarano da 10.000 a oltre 45.000 mm: quel margine serve a reggere la pressione di zaino, spallacci e ginocchia nella neve, e a restare impermeabili anche dopo anni di uso e lavaggi.
Perché i numeri non sono sempre confrontabili
- Metodo diverso. Alcuni produttori usano norme diverse dalla ISO 811, per esempio quella giapponese JIS. Se il metodo non è dichiarato, il numero vale poco.
- Tessuto nuovo o usato. Un valore misurato sul tessuto appena prodotto non dice quanto resta dopo lavaggi e sfregamenti.
- Tessuto o capo finito. Una giacca è impermeabile quanto il suo punto più debole: cuciture termonastrate, zip e cappuccio contano quanto la membrana.
La regola pratica: confronta solo valori misurati con lo stesso metodo, e se il metodo non c'è, chiedilo.
Impermeabile non vuol dire asciutto dentro
La colonna d'acqua dice se la pioggia entra. Non dice se il sudore esce. Sono due capacità diverse: un guscio deve tenere fuori l'acqua liquida e, nello stesso tempo, lasciare uscire il vapore acqueo che il corpo produce.
Il vapore non viene "pompato" fuori. La membrana si limita a lasciarlo passare. A spingerlo verso l'esterno è una differenza: tra dentro e fuori deve esserci più umidità e più caldo all'interno. Più la differenza è grande, più vapore esce. Se si riduce, il passaggio rallenta; se si annulla, si ferma.
I valori di traspirabilità sono misurati in condizioni favorevoli. Numeri come 10.000 o 20.000 indicano di solito i grammi di vapore che passano attraverso un metro quadro di tessuto in 24 ore. Sono ottenuti in laboratorio, con aria esterna asciutta e una differenza netta tra dentro e fuori. In montagna, sotto la pioggia, le condizioni sono quasi l'opposto:
- L'aria esterna è satura. Con la pioggia l'umidità fuori è vicina al 100%: la differenza con l'interno quasi sparisce, e con lei la spinta che porta fuori il vapore.
- Il tessuto esterno si bagna. Quando l'idrorepellenza non basta più, il tessuto esterno si impregna e forma un velo d'acqua che ostacola il passaggio del vapore.
- Fuori non fa abbastanza freddo. Con una pioggia a 8-10 °C la differenza di temperatura tra dentro e fuori è piccola, e il flusso di vapore si riduce ancora.
Il risultato: dopo ore di salita sotto l'acqua ti ritrovi umido dentro e pensi che la giacca perda. Quasi sempre è sudore che non è riuscito a uscire e si è condensato. Non è un difetto: nessuna membrana può superare questi limiti fisici, qualunque cosa ci sia scritto in etichetta.
Cosa fare:
- Apri prima di sudare. Le zip sotto le ascelle (pit zip) e la zip frontale fanno uscire il vapore direttamente, senza passare dalla membrana. È il modo più efficace.
- Togli strati in salita. Meno sudi, meno vapore deve uscire.
- Mantieni l'idrorepellenza. Un tessuto esterno che fa scivolare le gocce lascia lavorare la membrana più a lungo. Si riattiva con il calore dopo il lavaggio: è spiegato nella guida su come lavare un guscio.
Domande frequenti
10.000 mm bastano per la montagna?
Per la pioggia sì. Per uso intenso, con zaino pesante e molte ore sotto l'acqua, un margine più alto aiuta il capo a restare impermeabile negli anni.
Più mm vuol dire più caldo o meno traspirante?
Non necessariamente. Impermeabilità e traspirabilità si misurano con test diversi e dipendono dalla membrana.
La colonna d'acqua cala con il tempo?
Può calare se la membrana si consuma, soprattutto nei capi a 2.5 layer. Il trattamento idrorepellente esterno, invece, non entra nel valore: si consuma prima ma si rinnova.
Perché la mia giacca da 20.000 mm si bagna all'interno?
Quasi sempre è sudore condensato, non pioggia che entra. Sotto la pioggia l'aria esterna è satura e il vapore fatica a uscire, soprattutto se il tessuto esterno è zuppo perché l'idrorepellenza è esaurita. Se invece l'acqua entra in punti precisi, come spalle, cuciture o zip, il problema è il capo: lì conviene farlo controllare.
Un valore di traspirabilità più alto risolve il problema?
Aiuta, ma non fa miracoli. I valori sono misurati in condizioni ideali; sotto la pioggia ogni membrana traspira molto meno. Aprire le pit zip resta la soluzione più efficace.
Fonti
- ISO 811 — metodo di prova, versione 1981 sostituita dalla 2018
- Skanwear, EN 343:2019 — classi di impermeabilità in Pa
- Fristads, EN 343 — sostituzione con EN ISO 24232 nel 2025